Sostanze
naturali biologicamente attive per il benessere animale e per
produzioni zootecniche sane e di qualità
Le piante
contengono particolari sostanze, non utilizzate come nutrienti o
macronutrienti, che possono essere biologicamente attive quali terpeni,
terpenoidi, alcaloidi e sostanze fenoliche. Il gruppo dei fenoli è il più
importante per l'attività biologica dei suoi componenti. Alcune sostanze
sono riconosciute per le loro proprietà antimicrobiche, immunostimolanti,
antitumorali e antiossidanti.
Al fine di
garantire la sicurezza degli alimenti di origine animale ed in accordo
alle pressanti richieste dei consumatori, sono in aumento le ricerche
indirizzate all'individuazione di nuove strategie alimentari quali il
possibile utilizzo di estratti naturali come supplemento
nell'alimentazione degli animali in produzione zootecnica (Hooge, 1999,
Feedstuffs; Langhout, 2000, Feed Mix Special 2000). Sebbene l'utilizzo di
estratti naturali come additivi alimentari sia ancora in una fase iniziale
(Tedesco, 2001, Zoot. Nutr. Anim.), da alcuni risultati sperimentali si è
potuto rilevare come le proprietà antimicrobiche di questi metaboliti
secondari possano fornire una valida alternativa all'uso di antibiotici
utilizzati come promotori di crescita. Difatti l'aumentata antibiotico-
resistenza dei batteri ha indotto l'EU a bandire alcuni antibiotici
utilizzati come promotori di crescita nelle specie zootecniche. Nello
stesso modo le proprietà antiossidanti e immunostimolanti di alcune piante
possono avere un potenziale ruolo in una zootecnia più attenta al
benessere animale e alla produzione di alimenti "sani".
Il compito
dell’U.O. sarà quello di effettuare indagini sull’utilizzo di estratti
naturali di essenze vegetali caratteristiche della macchia mediterranea e
di valutarne gli effetti su animali in produzione zootecnica. Saranno
considerati parametri di benessere animale valutati mediante appropriati
markers biologici. Particolare attenzione sarà inoltre posta ai parametri
qualitativi relativi alle produzioni zootecniche.
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EFFETTO
EPATOPROTETTIVO DI ESTRATTI NATURALI IN ANIMALI NEL
PERIPARTO |
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La fase del
periparto |
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Un momento particolarmente delicato nella vita
produttiva degli animali di interesse zootecnico è il periodo di
transizione tra la fine della gravidanza e l’inizio della
lattazione. Questa fase è stata oggetto di studi approfonditi nella
specie bovina, ma gli eventi para-fisiologici del periparto sono
comuni anche alla specie caprina e suina. |
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Figura 1. Il periodo
del periparto, o di transizione, nella vacca da
latte |
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- 3
settimane
parto
3 settimane

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In questa fase si riscontra una diminuzione drastica
dell’assunzione alimentare, cui si associa un aumento dei fabbisogni
energetici dovuto all’inizio della galattogenesi. In questa
situazione di bilancio energetico negativo la bovina deve ricorrere
alle riserve costituite dal tessuto adiposo come fonte di energia.
Organo chiave in questa via metabolica è il fegato ove ha sede la
sintesi, l’utilizzo e il rimaneggiamento degli acidi grassi non
esterificati (NEFA) e la biosintesi e il rilascio di lipoproteine.
La capacità del fegato dei ruminanti di ossidare gli acidi
grassi o trasformare trigliceridi in lipoproteine, che possono
essere rimosse dal tessuto epatico, è limitata. Quando viene
raggiunto il limite, i trigliceridi si accumulano all’interno degli
epatociti, diminuendone la funzionalità e portando allo stato di
steatosi, che a sua volta predispone a situazioni di chetosi. Nella
bovina chetotica la gluconeogenesi è compromessa, e all’ipoglicemia
si associa un calo della produzione lattea. Questo stato
para-fisiologico può essere parzialmente corretto con una attenta
gestione dell’alimentazione o con l’aggiunta nella dieta di sostanze
epatoprotettive e lipotrope. |
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Figura 2. Bilancio
energetico nel periodo di transizione
(da Drackley et al., 2001) |
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| Obiettivi della ricerca |
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Silybum marianum è una caratteristica pianta
della flora mediterranea le cui proprietà epatoprottetive sono
riconosciute da secoli ed è tradizionalmente usata in Europa
in medicina umana. S. marianum ha inoltre evidenziato
proprietà antiossidanti e immunomodulanti (Luper, 1998,
Alternative Medicine Review). S. marianium
(sin. Carduus marianus L.) appartiene alla famiglia
delle Asteraceae ed è una erbacea annuale o biennale.
L'obiettivo di queste ricerche è determinare se le
riconosciute proprietà dell'estratto di S. marianum possono
avere una applicazione anche nel coadiuvare il benessere
animale. Verranno presi in considerazione lo stato sanitario
degli animali, i parametri ematici, la qualità delle
produzioni e le performances produttive. Le sperimentazioni
verranno condotte su bovine da latte, capre da latte e scrofe
nel periodo compreso tra la fase finale della gestazione e
l'inizio della lattazione.
In
collaborazione con l'U.O. di Palermo tali sperimentazioni
verranno condotte anche su pecore in
lattazione. | |
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bovina in
transizione
Trenta bovine da latte selezionate in accordo alla
precedente produzione di latte, allo stato di salute,
all'ordine di parto e alla body condition score sono state
divise in due gruppi. Quindici bovine hanno ricevuto il
trattamento sperimentale come sospensione orale da 7 giorni
prima del parto a 15 giorni dopo il parto. Gli effetti della
silimarina sono stati valutati sullo stato sanitario degli
animali, sui parametri metabolici ematici e sulla performances
produttive e la qualità del latte. A 7 e 30 giorni dopo il
parto sono state effettuate delle biopsie epatiche per
successive valutazioni
istologiche. |
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capre da
latte
La silimarina è stata somministrata a capre da latte
allevate in una azienda a conduzione biologica. Gli animali
sono stati monitorati per il periodo compreso tra la fase
finale della gestazione e la lattazione successiva. Sono stati
effettuati prelievi ematici e di latte per le successive
determinazioni analitiche. Particolare attenzione è stata
rivolta al metabolismo epatico. Prelievi di tessuto epatico
sono stati effettuati mediante biopsie nel primo mese di
lattazione. |
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scrofe in lattazione
Nell'allevamento suinicolo la riproduzione rappresenta
la fase più delicata e viene considerata per valutare
l'efficienza aziendale. Anche in questa specie il trattamento
con una sostanza ad azione epatoprotettrice può rappresentare
un contributo al miglioramento del benessere in un periodo non
esente da eventi patologici. Gli effetti del trattamento
verranno valutati sullo stato sanitario sia delle scrofe che
dei suinetti, sui parametri riproduttivi, sui metaboliti
ematici e sulla composizione del
latte. | |
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| Pubblicazioni: |
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D.
Tedesco, A. Tava, and G. Varisco (2002). Dietary
inclusion of silymarin in peripartum dairy cows: Effects on milk
quality and detection of silymarin residue. J. Anim. Sci.
Vol. 80, Suppl. 1/J. Dairy Sci. Vol. 85, Suppl. 1, 359.
-
D.
Tedesco, A. Tava, C. Domeneghini, Costa, D. Sciannimanico, and M.
Tameni (2002). Dietary inclusion of silymarin in
peripartum dairy cows: Effects on milk productivity, plasma
metabolite and liver tissue. J. Anim. Sci. Vol. 80, Suppl.
1/J. Dairy Sci. Vol. 85, Suppl. 1, 244.
- Tedesco D., C. Domeneghini, D. Sciannimanico,
M. Tameni, S. Steidler and S. Galletti (2004). Silymarin, a
possible hepatoprotector in dairy cows: biochemical and
histological observations. Journal of Veterinary Medicine Serie A,
in press.
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COMPOSIZIONE IN ACIDI GRASSI NEL MUSCOLO E NEL
FEGATO DI CONIGLIO A SEGUITO DELL’INCLUSIONE DI ANTIOSSIDANTI
NATURALI | |
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Negli animali monogastrici, come i conigli, la
quantità e la proporzione di acidi grassi nella carne e nel tessuto
adiposo può variare in funzione della dieta. La proporzione tra
acidi grassi saturi e insaturi nel tessuto adiposo può essere
variata per migliorare le caratteristiche nutrizionali e qualitative
della carne. Un alto
contenuto in fosfolipidi, ricchi di acidi grassi polinsaturi, rende
la carne di coniglio molto sensibile ai fenomeni ossidativi.
L'ossidazione lipidica è il principale fattore responsabile
della perdita della qualità, in quanto determina sapori sgradevoli e
alterazioni di colore e odore. Questi fenomeni agiscono negativamente sulla
“shelf life” del prodotto. Inoltre l'ossidazione lipidica porta a un
aperdita di valore nutrizionale per una diminuzione di
pigmenti e vitamine. . |
| Figura 1. Irrancidimento Autossidativo |
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RH R° ROO°+RH R°+R° ROO°+R° ROO°+ROO° |
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R° ROO° ROOH+R° R-R ROOR ROOR+O2 |
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-----> |
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-----> |
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inizio - propagazione - fine |
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Molte ricerche hanno indicato che l'ossidazione
lipidica può essere controllata o minimizzata addizionando alla
dieta antiossidanti che impediscono la rottura dei doppi legami degli acidi
grassi insaturi grazie alla presenza di doppi legami
coniugati. In questo periodo i consumatori e l'industria
sono particolarmente attenti alle problematiche legate alla presenza
di additivi sintetici in alimentazione animale. Questo ha portato a
un rinnovato interesse sull'utilizzo di prodotti naturali e un
incremento delle ricerche sull'utilizzo di antiossidanti naturali.
Questi ultimi composti hanno il vantaggio di essere facilmente
accettati dai consumatori, di essere considerati sicuri non essendo
di sintesi chimica, e di non necessitare dei test di sicurezza
previsti dalla legislazione in quanto "Generally Recognized As Safe"
(GRAS). In alcuni studi è stata valutata la proprietà antiossidante
di Rosmarinus officinalis e di differenti estratti di
rosmarino. I componenti responsabili dell'attività antiossidante
sono principalmente diterpeni fenolici, come l'acido carnosico e il
carnosolo, e altri acidi fenolici, come l'acido rosmarinico. Queste
proprietà sono inoltre riportate per i flavonoidi estratti da
Medicago spp.
ERBE E SPEZIE
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Contenuto in sostanze fenoliche
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Estratto di Rosmarinus Officinalis: elevata attività
antiossidante
-
Alto contenuto di diterpeni fenolici (carnosolo e
acido carnosico)
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In
queste sperimentazioni sono stati valutati gli effetti della
somministrazione di estratti di rosmarino e di flavonoidi di
Medicago spp. sullo stato ossidativo dei conigli e sulle
qualità delle carni. |
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Rosmarinus officinalis in conigli in
accrescimento
E' stata valutata l'inclusione di
quest'essenza, nella razione di conigli Bianchi di Nuova
Zelanda suddivisi in gruppi sperimentali riceventi dosi
crescenti dell’estratto in esame. L'effetto antiossidante del
rosmarino è stato valutato in comparazione con la vitamina E
come controllo positivo. I risultati hanno evidenziato che
l'effetto antiossidante dell'estratto di rosmarino sulle
caratteristiche e sulla composizione in acidi grassi delle
carni era paragonabile a quello esercitato dalla vitamina E.
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Flavonoidi di
Medicago spp. in conigli in accrescimento
I flavonoidi,
purificati dall'U.O. di Lodi, sono stati somministrati a
conigli in accrescimento per valutarne l'effetto antiossidante
sulle caratteristiche e sulla
composizione in acidi grassi delle carni. I risultati sono in
corso di valutazione. | |
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Pubblicazioni:
- A. Tava, D. Tedesco,
D. Sciannimanico and C. Corino (2002). Fatty acid composition in
rabbit muscle and liver after rosemary extract addition in the
diet as a natural antioxidant. EAAP - 53rd Annual Meeting, Cairo
2002, 66.
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