Titolo della Ricerca
"Uso di foraggi con azione di controllo dei parassiti gastrointestinali per lo
 sviluppo di una zootecnia biologica."

Unità Operativa PALERMO - Dipartimento di Agronomia, Coltivazioni erbacee e Pedologia
Viale delle Scienze 90128 Palermo
Tel. 091 6650204 - Fax 091 6650229
Responsabile del progetto  Prof. Luigi Stringi -
lstringi@unipa.it

               

English version
 

Obiettivi

Obiettivo della ricerca è stato quello di acquisire conoscenze sulla presenza e sulla variabilità del contenuto in tannini condensati in specie foraggere mediterranee.

La ricerca è stata in particolare rivolta ad accertare la variabilità tra differenti specie (18), nell’ambito di una stessa specie (8 accessioni di sulla), intrapianta (nelle differenti frazioni botaniche) ed in rapporto allo stadio fenologico (solo nella sulla).

Materiali e metodi

La ricerca è stata condotta presso l’azienda Pietranera (tipico ambiente dell’area interna siciliana) nel biennio 2001-2003.

La variabilità interspecifica è stata studiata nei due anni su 18 specie utilizzando uno schema sperimentale a blocco randomizzato con 4 ripetizioni.

La variabilità intraspecifica è stata accertata al secondo anno su 8 genotipi di sulla di diversa provenienza, adottando, anche in questo caso, uno schema sperimentale a blocco randomizzato con 4 ripetizioni.

 Le differenze in CT tra le diverse frazioni botaniche della pianta sono state monitorate nei due anni di prova sulle specie e varietà nelle quali è stata accertata la presenza di tannini condensati.

Infine, nella sulla sono stati effettuati rilievi, solo al secondo anno e limitatamente ad una sola popolazione, volti ad accertare le variazioni nel contenuto in CT in differenti fasi fenologiche (rosetta, differenziazione degli steli, fioritura).

 La produzione di biomassa è stata stimata per tutte le specie e varietà attraverso un solo taglio allo stadio di fioritura. Dalla biomassa raccolta sono stati prelevati 2 sub-campioni di 500 g ciascuno; uno è stato posto in stufa a 65 °C per la determinazione del peso secco, l’altro è stato disaggregato nelle sue componenti (lamine, piccioli, steli ed infiorescenze) ed immediatamente posto in congelatore a -18 °C e successivamente liofilizzato. Su questi ultimi campioni sono state effettuate analisi di laboratorio (adottando le metodologie concordate collegialmente) volte a determinare il contenuto di polifenoli totali (tannici e non tannici) mediante la metodologia di Folin-Ciocalteu mentre i tannini condensati sono stati calcolati con il metodo butanolo-HCl-Fe+3; i valori in TC sono stati espressi in leucocianidina equivalenti.

Andamento climatico

I due anni di prova sono stati caratterizzati da andamenti termopluviometrici ampiamente diversificati; al primo anno la piovosità totale annua è stata di appena 350 mm; al secondo anno di oltre 500 mm e ben distribuita durante il ciclo delle colture.

Risultati sperimentali

Le differenti condizioni climatiche registrate nei due anni di prova hanno profondamente influenzato l’espressione del potenziale produttivo delle specie in studio. Al primo anno infatti le rese di biomassa sono risultate pari a 3 t ha-1 in media mentre al secondo anno sono state registrate rese 3 volte superiori.

In entrambi gli anni la specie che ha mostrato la più alta produttività è risultata la trigonella mostrando pertanto una elevata rusticità ed adattabilità al variare delle condizioni climatiche.

 Soddisfacenti performance produttive sono state fornite nei due anni da sulla, trifoglio sotterraneo e squarroso; le Medicago scutellata, truncatula e polymorpha hanno espresso buone performance produttive soltanto in condizioni di maggiore piovosità, mentre scarsa adattabilità all’ambiente di prova hanno fatto registrare le specie lupinella, ginestrino e trifoglio incarnato. 

 
1. Campo di valutazione delle specie foraggere in prova
2. In primo piano - Trifolium subterraneum (Clare
)

 
3.In primo piano - Lolium multiflorum (Elunaria)
4.In primo piano – Onobrychis viciifolia


5.In primo piano - Vicia villosa (Capello)
6.In primo piano – Medicago scutellata (Kelson)


7.Particolare di Medicago scutellata (Kelson)
8.In primo piano – Hedysarum coronarium


9.In primo piano – Trigonella foenum-graecum (ecotipo locale)
10.Particolare di Trigonella foenum-graecum (ecotipo locale)


11.Pianta spontanea di sulla a fiore bianco
12.Una delle aree di raccolta del germoplasma siciliano di sulla (Cavagrande - AG)


13. Una delle aree di raccolta del germoplasma siciliano di sulla (Realmente - AG)

 
14 - Una delle aree di raccolta del germoplasma siciliano di sulla (Spiaggia di Realmente - AG)

 Le analisi di laboratorio condotte su campioni di foglie delle specie studiate limitatamente al primo anno di prova hanno consentito di accertare un’ampia variabilità per il contenuto in polifenoli totali, con valori compresi tra 0.83% della Vicia villosa e 4.29% della lupinella; variabilità altrettanto ampia è stata riscontrata per il contenuto in polifenoli tannici. Per questo carattere solo due specie sulla e lupinella hanno fatto registrare valori superiori all’1%, nei trifogli alessandrino e squarroso e nella medicago polimorfa i valori medi sono risultati compresi tra 0,54 e 0,64%, mentre valori estremamente bassi sono stati accertati nelle Vicia sativa e villosa nella trigonella e nelle medicago rugosa e truncatula (< 0,10%).

 

Dai dati ottenuti emerge una maggiore variabilità nel contenuto in polifenoli tannici che risultano presenti in quantità più elevata nelle lamine e nei fiori. Le analisi sui TC hanno consentito di accertare che tra le 18 specie in studio tali componenti sono presenti soltanto su sulla, lupinella e finestrino; in particolare al primo anno sono state osservate concentrazioni in TC (espresse in leucocianidina equivalenti) pari al 6% nella lupinella ed al 5% nella sulla, mentre nel ginestrino non è stato possibile effettuare le determinazioni a causa della mancanza di biomassa per effetto del pronunciato stress idrico.

 Al secondo anno le concentrazioni rilevate sono risultate notevolmente inferiori rispetto al primo anno e pari al 3.1% per la lupinella, 1.8% per la sulla e 0.7% per il ginestrino. La maggiore concentrazione in TC osservata al primo anno in condizioni di marcata carenza idrica, risulta in accordo con quanto osservato da altri autori sull’influenza di stress abiotici sulla concentrazione in TC.

 Come detto, al secondo anno di prova la ricerca è stata rivolta ad accertare la variabilità nel contenuto in TC in genotipi di sulla. Sono stati rilevati i valori medi della produzione di biomassa e del contenuto in TC. L’esame dei dati evidenzia come 5 genotipi abbiano fornito rese di biomassa di 8 t ha-1 circa mentre i 3 rimanenti hanno fatto registrare rese inferiori statisticamente e pari in media a 5 t ha-1. Differenze consistenti tra i genotipi sono state al contrario osservate per il contenuto in TC . Nessuna relazione è stata evidenziata tra biomassa prodotta e contenuto in TC; infatti i valori più elevati sono stati osservati nei genotipi Resuttano e Sparacia (maggiori di 1.5%) e quelli più bassi nella varietà Irpinia, tutti genotipi questi caratterizzati da un basso potenziale produttivo. Valori intermedi e prossimi all’1% sono stati registrati negli altri genotipi studiati. In analogia con quanto osservato per i polifenoli, le lamine fogliari risultano le frazioni della pianta con il più alto contenuto in TC (in media 2.8%) mentre valori modesti sono stati osservati nei piccioli e negli steli.

 Analizzando i dati relativi ai singoli genotipi si osserva come nelle lamine la più elevata concentrazione in TC sia stata riscontrata nella popolazione Resuttano (4.9%) mentre quella più bassa nella popolazione Irpinia (1.5%). Relativamente ai fiori, sono state osservate limitate variazioni tra i genotipi in prova, ad eccezione della popolazione Irpinia che ha mostrato valori in TC marcatamente inferiori. È interessante inoltre rilevare come nella varietà S. Omero i piccioli siano risultati tannino-assenti e come, sempre per la stessa frazione botanica, le maggiori concentrazioni siano state osservate nella popolazione Irpinia, caratterizzata, come visto, dai valori medi più contenuti. Complessivamente pertanto la sulla Irpinia ha mostrato la minore variabilità in TC tra le frazioni botaniche della pianta

Le analisi condotte su campioni di biomassa raccolti in differenti stadi fenologici hanno mostrato come il contenuto in CT si raddoppia passando dalla fase di rosetta a quello di differenziazione degli steli per contrarsi nella fase successiva di inizio fioritura.

 

Considerazioni conclusive

  • Tra le specie esaminate soltanto in tre (Sulla, Lupinella e Ginestrino) è stata riscontrata la presenza di tannini condensati.

  • Il contenuto in TC è apparso marcatamente influenzato dall’andamento termopluviometrico; avendo osservato valori decisamente più elevati in condizioni di marcato stress idrico.

  • Limitatamente alla sulla, è stata inoltre evidenziata un’ampia variabilità, in rapporto al genotipo, alla frazione della pianta ed allo stadio fenologico. Tale acquisizione assume particolare interesse applicativo ai fini dell’utilizzazione diretta dell’erba con il pascolamento.

 Infine tenuto conto che la sulla è una specie ampiamente diffusa nei pascoli naturali siciliani e che fornisce un importante contributo in termini quantitativi e qualitativi, si è ritenuto opportuno avviare nel 2003 una ricerca volta ad acquisire informazioni sulla variabilità in TC tra diverse popolazioni naturali . A tal fine sono state analizzate oltre 100 popolazioni di sulla presenti in ambienti Ampiamente diversificate per condizioni pedologiche e climatiche come si può osservare nella presentate mappa della Sicilia. Inoltre è stato condotto uno studio di approfondimento con l’obiettivo di acquisire ulteriori conoscenze sulla variabilità intra-popolazione analizzando 100 singoli genotipi per  popolazione differenti per caratteri morfo-strutturali.

Le analisi relative a detti approfondimenti sono ad oggi in corso anche in considerazione dell’elevato numero di campioni di biomassa da analizzare.